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Una realtà distante, blindata, prendeva la forma delle parole di un uomo dagli occhi schietti, che attraverso i suoi occhi la riportava ai miei, che fino ad allora avevo solo potuto immaginarla dalle foto sui giornali: muri alti, trincerati di filo spinato, sorvegliati dalla polizia. Un po' diversa la struttura del Cie che avevo visto quel giorno, a Bologna, aspettando l'ora dell'intervista, quando con la sensazione un po' pesante ma elettrizzata di chi si avvicina a qualcosa di proibito, avevo percorso a passo svelto via Mattei, alla periferia della città.
Quella caserma rosa, col cancello di metallo, alto, non sembrava poi diversa dagli edifici che le stavano intorno, non fosse per le auto della polizia schierate nel cortile che si intravedevano dalle fessure quadrate e trasparenti al centro della cancellata.
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